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Chirurgia Plastica Estetica in Italia: quali sono i trend del 2018?

Ne parliamo con il Prof. Mario Dini, noto chirurgo estetico italiano, specializzato negli interventi di rinoplastica e mastoplastica.

La prova costume si avvicina e con lei le insicurezze e i difetti che in inverno abbiamo tenute celate sotto i vestiti riemergono e il confronto con lo specchio non sempre è una sfida da cui si esce vincitori. Provare a rimettersi in forma con uno di quei sprint pre ferie d’agosto è uno di quei buoni propositi destinati a durare qualche ora o poco più. Succede così che le richieste di un consulto medico in vista di un trattamento estetico aumentino a ridosso delle vacanze estive. Cresce soprattutto la domanda di microinterventi, i cosiddetti ritocchini, cioè quelle operazioni minimamente invasive che consentono un ritorno rapido alla vita sociale. Stando però ai dati della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica che raccoglie l’80% degli specialisti del nostro Paese, in cima agli interventi di chirurgia plastica più richiesti nel 2017 ci sono stati: la mastoplastica additiva, la rinoplastica e la mastoplastica riduttiva.
Nel frattempo sembra che sempre più adolescenti siano propensi a ricorrere al bisturi per migliorare difetti comuni, l’allarme già lanciato due anni fa dalla Società italiana di medicina estetica è stato ripreso oggi dall’associazione italiana degli psicologi.
Abbiamo cercato di fare chiarezza con il Prof. Mario Dini, Specialista in Chirurgia Plastica e Estetica con studi a Firenze, Milano e Roma e considerato tra i massimi esperti in Italia nella chirurgia del naso e della mammella.

Si scrive e si legge che il fenomeno ritocchino tra i teenagers sarebbe in preoccupante aumento. Professor Dini è vero che l'età media di chi ricorre alla chirurgia estetica si è notevolmente abbassata e che sempre più adolescenti decidono di affidarsi al bisturi per migliorare il proprio aspetto?
E' una notizia che ho letto anch'io ma francamente è una tendenza che nella mia attività di chirurgo plastico e di medico estetico non ho riscontrato. Numericamente i cosiddetti adolescenti rappresentano meno del del 5% della mia attività professionale, esattamente come anni fa. Dunque stando alla mia esperienza devo dire che non è poi così vero.

Quali sono gli interventi più richiesti dai giovanissimi?
Tutti siamo portati a pensare che tra le operazioni di chirurgia plastica più “in voga”  tra le ragazze giovani ci sia la mastoplastica, ovvero l’intervento per rifarsi il seno e aumentarne il volume, ma, in pochi sanno - ed è bene chiarirlo - che le protesi mammarie utilizzate per lintervento di mastoplastica additiva non possono essere utilizzate per legge fino ai 18 anni di età, a meno che non siano necessarie per correggere una malformazione mammaria.

In secondo luogo occorre distinguere tra medicina estetica e chirurgia plastica. Il trattamento dell'acne e la rimozione di tatuaggi sono gli interventi di medicina estetica più frequenti fra i teenagers. Se parliamo invece di chirurgia plastica in cima alle richieste ci sono la rinoplastica, l'otoplastica (la correzione delle orecchie a sventola n.d.r.), la mastoplastica riduttiva o la correzione di una ginecomastia nell'uomo.

Ma perché dei ragazzi, il cui corpo è ancora in formazione, sentono già il bisogno di correggerlo? Non corrono il rischio di pentirsene?
In alcuni casi è proprio per consentire a quel corpo di crescere in armonia che si decide di ricorrere alla chirurgia. E' questo il caso di una gigantomastia, cioè di uno sviluppo abnorme del volume del seno che in una donna avviene fra gli 11 e i 15 anni. Il seno molto grande determina sia problemi posturali, infezioni cutanee, dolori, difficoltà nella pratica dello sport, sia problemi psicologici e di vita di relazione con i coetanei e con il mondo esterno. Intervenire con una mastoplastica riduttiva in questi casi può migliorare davvero la qualità della vita. Qualcosa di analogo accade nei casi di ginecomastia maschile: il seno
aumenta nel ragazzo a volte per cause ormonali e in questo caso si parla di ginecomastia vera, altre volte per eccesso di grasso nei giovani in sovrappeso: è la cosiddetta ginecomastia falsa. In entrambi i casi il paziente può provare dolore toracico-mammario, ma soprattutto problemi psicologici e di identità di una certa gravità.

È ancora la mastoplastica additiva l’intervento più richiesto nelle donne?
Sì decisamente. L’intervento di mastoplastica additiva oggi è estremamente sicuro e molto poco doloroso. Deve essere eseguito solo con le protesi migliori al mondo, che attualmente sono americane e tedesche, e che sono garantite a vita.

La moda però propone dei modelli sempre più unisex, al contrario l’aumento del seno incarna un desiderio di maggiore femminilità. Come interpreta questo bisogno?
È vero che nella moda degli ultimi anni i modelli delle collezioni proposti sono caratterizzati da una fluidità di genere sempre più evidente: collezioni dove i capi maschili sono entrati nel guardaroba femminile e viceversa. Ma l’attitudine a linee essenziali non significa abbandono della femminilità. Io direi che possiamo oggi parlare anzi di una femminilità più discreta, consapevole, non eccessiva, dove la sensualità è sottolineata proprio dal perfetto equilibrio tra praticità, raffinatezza, eleganza e mistero.

E’ vero che tra le priorità espresse dai pazienti vi è un ritorno rapido alla socialità? Interventi di chirurgia meno invasivi e più efficaci: realtà o miraggio?
Sì è vero, sempre più pazienti richiedono di poter avere un post-operatorio più rapido, con tempi di guarigione più veloci, ed è certamente vero che alcuni interventi riescono ad essere un po’ meno invasivi rispetto al passato. Sono inoltre molto migliorate anche le tecniche anestesiologiche, per cui la maggior parte degli interventi di chirurgia plastica non necessitano più di un ricovero notturno e possono essere eseguiti quasi sempre in day hospital. Esistono però dei tempi biologici di guarigione dei tessuti che non
possono essere modificati o accelerati. Per intenderci: il cosiddetto “lifting del weekend” o la
“blefaroplastica pausa pranzo” che promettono un recupero immediato sono solo “boutade” mediatiche, lontane dalle pratiche serie di chirurgia plastica.

L’uso dei social sembra aver modificato la percezione di sé e del proprio aspetto tanto che si parla di effetto selfie. È vero che c’è stato un incremento di richieste di rinoplastica?
L’immagine statica di una foto mette sempre molto più in evidenza un difetto rispetto all’immagine in movimento, quando una persona per esempio si osserva in un video. Questa “selfie-mania” ha portato molte persone a guardarsi in maniera più severa e critica, e quindi a voler correggere dettagli e difetti del proprio viso. Noi chirurghi plastici abbiamo in effetti rilevato in questi ultimi anni un incremento di richieste di interventi di rinoplastica, blefaroplastica (chirurgia delle palpebre n.d.r.) e in generale di medicina estetica per migliorare l’aspetto e l’estetica del volto.

A questo proposito fanno notizia le dichiarazioni dei personaggi pubblici, spesso donne dello spettacolo, che confessano di essersi pentite dei troppi ritocchi soprattutto al viso. Quand’è che bisogna fermarsi e quanto conta il gusto estetico del chirurgo?
Questo è un argomento complesso e potremmo parlarne per ore. Alcune considerazioni vanno però fatte: la medicina e la chirurgia estetica mal eseguita sono solo una piccolissima percentuale su migliaia di interventi che vengono effettuati ogni anno in Italia e nel mondo. La soddisfazione per la chirurgia in generale e il livello di gradimento per i trattamenti di medicina estetica è elevatissima. Ovviamente anche fra i chirurghi plastici ci sono medici più bravi ed alcuni meno bravi e anche il saper dire no rientra tra le referenze di un bravo chirurgo. E' chiaro poi che i personaggi pubblici fanno più notizia nel bene e nel male ma non dobbiamo correre il rischio di generalizzare e condannare tutto il settore nel suo complesso, che invece è composto da medici molto seri e competenti.

La nuova frontiera della chirurgia sembra essere l'uso del tanto vituperato grasso. Davvero si può tagliarne dove ce n'è troppo per inserirlo dove ce n'è troppo poco?
Il grasso, tanto odiato nel mondo occidentale, ha delle funzioni molto importanti, oltre che di riserva energetica, nella termoregolazione e nella protezione dai traumi. E’ inoltre una fonte inesauribile di cellule staminali. Il tessuto adiposo infatti negli ultimi anni viene considerato non più come un semplice tessuto, ma un vero e proprio organo. Queste caratteristiche del grasso hanno consentito negli anni lo sviluppo del lipofilling, una tecnica veramente innovativa, che si basa sul trasferimento di alcune cellule di grasso da una zona del proprio corpo verso un’altra dove il grasso è deficitario. La presenza di un notevole numero di cellule staminali all'interno del tessuto adiposo consente inoltre la rigenerazione di alcune elementi cellulari danneggiati, a vario modo, dal sole per esempio o dai traumi. Ecco perché il lipofilling è molto utilizzato anche nella chirurgia ricostruttiva.

Nell’era del digitale e del moltiplicarsi dei luoghi online di discussione sull’argomento “chirurgia estetica”, il passaparola conta ancora tantissimo, ma non basta.

La SICPRE - Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, raccomanda di accertarsi sempre che il Dottore possa legittimamente fregiarsi del titolo di chirurgo plastico. Insomma, non basta un Master in Chirurgia Plastica e Estetica per definirsi “specialista”, ma bisogna aver frequentato 5 anni di scuola di specializzazione. 
Spesso i pazienti non sanno che in Italia, a causa di una regolamentazione deficitaria, tutti i medici chirurghi possono svolgere questa disciplina, anche senza bisogno di una vera e propria specializzazione. “Una lacuna che” - secondo il Prof. Mario Dini - “andrebbe colmata: solo un medico che si dedica completamente per 5 anni alla disciplina specifica riesce ad avere una qualificata ed idonea preparazione”.

Tra le garanzie di maggiore affidabilità vi è l’iscrizione dei chirurghi plastici ad una o più associazioni di categoria nazionali o internazionali. Le più importanti sono AICPE, SICPRE e ISAPS, di cui anche il Prof. Dini è membro.